
Arrivano ulteriori delucidazioni in merito all’uso del Superbonus per tutti quegli interventi che vanno ad interessare parti comuni di condominio che diventerà casa unica: nel caso in cui, infatti, gli interventi comportino l’accorpamento di più unità immobiliari, si deve tener conto della situazione catastale risultante all’inizio dei lavori, non quella figurante al termine.
Il dato è rilevante non soltanto per la determinazione dei limiti di spesa, ma anche per la scadenza temporale da attribuire alle agevolazioni. Ricordiamo, a tal proposito, che la Legge di Bilancio 2022 applica termini differenziati, riguardo al Superbonus, in funzione di chi sostiene le spese.
Un esempio pratico
Ciò si applica, nella fattispecie, al caso del contribuente che acquisti, per sé e per il coniuge, due unità appartenenti al medesimo edificio destinato ad intervento di demolizione e ricostruzione agevolato al fine di accorpare le suddette unità.
Poiché allo stato iniziale, l’immobile è effettivamente un mini-condominio, la detrazione si applica facendo sempre riferimento alle relative aliquote:
- 110% delle spese sostenute entro il 31 dicembre 2023;
- 70% delle spese sostenute entro il 31 dicembre 2024;
- 65% delle spese sostenute entro il 31 dicembre 2025.
Affinché le agevolazioni siano valide, è necessario che i lavori siano effettivamente realizzati e portati a termine: in tal senso sarà poi l’Agenzia delle Entrate ad effettuare le opportune verifiche.