
Il progetto di decarbonizzazione in Europa progredisce. Un aiuto in questo senso viene dal biometano, che, si stima, possa sostituire una parte dei consumi di gas naturale, favorendo il processo di indipendenza energetica.
Questa primavera, la Commissione europea ha fissato un obiettivo pari a 35 miliardi di metri cubi, per il comparto, che deve essere raggiunto entro la fine del decennio. Si tratta di un progetto molto ambizioso se pensiamo che, al momento, si producono solo 3 miliardi di metri cubi di biometano e 15 miliardi di metri cubi di biogas.
Tuttavia si prevede che, entro il 2030, si possa arrivare a produrre fino a ben 41 miliardi di metri cubi di biometano e, al 2050, 151 miliardi di metri cubi.
Ma che cos’è il biometano?
Il biometano è una sorta di “successore” del biogas e nasce dalla sua raffinazione e purificazione. Può essere utilizzato sia nell’autotrazione, sia per soddisfare gli usi domestici e industriali. Inoltre, si può utilizzare in forma liquida per alimentare i mezzi pesanti.
Oggi in Europa sono presenti circa 20mila impianti, tra biogas, miscele a base di metano e biometano. Francia, Italia e Danimarca sono i Paesi più attivi.
Si tratta di una risorsa strategica per potenziare un’economia circolare basata sul riutilizzo ed è fondamentale per gli obiettivi a breve e lungo termine.